Martedì, 17 ottobre 2017      

 
 

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"UNA SOLUZIONE INTELLIGENTE ALLE DIFFICOLTA' QUOTIDIANE
di Sebastiano Zanolli (ed. Franco Angeli)


Quando ti danno dei consigli la prima reazione è sempre quella di rallentare. Calma! Non vedo come tu possa riuscire a risolvere un problema dopo che io non sono riuscito a farlo! Chi ti consiglia fa le cose facili, mentre chi li riceve parte da una condizione difficile. Per questo nell'arte di consigliare occorre dosare la trasmissione di idee. Occorre controllare la sostenibiità del consigliato rispetto al consigliante. E siccome i consigli sono delle idee, il problema diventa quello di quali idee-consigli siano accettabili e quali invece no. Di solito sono accettabili le idee proprie e non accettabili quelle altrui. E' un peccato che sia così, ma è quello che succede il più delle volte. Tutte le volte che qualcuno propone una "soluzione" si mette in moto un meccanismo del genere. Gli uomini hanno poi creato culture e società per potersi meglio esprimere. E per tutti loro era evidente che cercare di ottenere vantaggi per la società è più accettabile ed accettato che cercare di ottenerli per sè stessi. Così è per tutti chiaro come i vantaggi reclamati in nome del sociale e del collettivo possono essere ottenuti più facilmente di quei vantaggi richiesti a titolo individuale. Per questo gli uomini si sono ficcati in un vicolo cieco, perchè chiedono vantaggi per il sociale per poterli ottenere per loro stessi ed una volta ottenuti devono riciclarli su sè stessi con costi sociali e psichici molto elevati. Questi due problemi sono allo stato attuale della strategia relazionale quasi irrisolvibili. Se però alla "stella", monarchica ed autoritaria, oggi vigente, si sostituisce la "rete", poliarchica e paritaria, oggi emergente, si profilano possibilità impreviste, che il libro di Zanolli lascia intravedere. Possibilità che permettono alle relazioni vigenti di passare da somma zero a somma diversa da zero, che consentono ad un potere vigente di cambiare da competitivo a cooperativo. Un potere che dalla lotta contro... porta alla lotta per..., dalla gerarchìa (vecchia e sacra) porta all'appartenenza (giovane e laica). Ne nasce questo networking o lavoro di rete di Zanolli, una mancanza di centro o di periferia, una giostra ricorsiva, una "merry go round" con puro piacere. La rete è an-autoritaria. perchè non è mon-archica. Le barriere delle nazionalità, direbbe Schiller, si dissolvono di fronte ad essa. La rete scavalca le frontiere: è come la luna della canzone montanara che "la scavalca i monti, che la scavalca i pian". Networking significa perciò stendere reti, ragnatele, ampliare le proprie relazioni e farne oggetto d'amore. Noi non conosciamo più gli altri, ma le nostre relazioni con loro. Conoscendoli, li cambiamo e ne siamo cambiati. Il benessere non esiste in sè e va quindi inventato. Se le nostre relazioni sono fonte di benessere devono essere reinventate momento per momento. Zanolli ce lo ricorda sempre ossessivamente. Si vede bene questo nel capitolo 7 "Iniziare", quando Zanolli entra nell'operatività. Corre alla grande, con una raffica di consigli sui biglietti da visita, gli indirizzi, eccetera. E propone due consigli base, che mi piace commentare qui. Nessuno è al centro della rete, perchè la rete non ha centro. Quello che conta è il punto di vista dell'osservatore, la sua soggettività. Il soggetto è un progettista di benessere. Chi sta al centro di un rete è segno che sta al centro di una stella e che non si diverte più! E' un individuo, non un soggetto. L'altro consiglio base, ripetuto tre volte è "siate originali!". Io vorrei sottolinearlo qui ricordando che l'importante non è tanto esserlo quanto tentare di esserlo. Tentare di uscire dal branco, almeno una volta al giorno. Grazie Sebastiano Zanolli di avermi dato l'occasione di farlo anch'io oggi, leggendo il libro La soluzione intelligente...


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