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CAPITALE E LINGUAGGIO

Di Christian Marazzi - DeriveApprodi

Capitale & linguaggio, dalla New Economy all'economia di guerra è un libro scritto da Christian Marazzi per l'editore DeriveApprodi di Roma nel 2002.

Si tratta di un volume dedicato all'analisi della nuova economia mondiale dai momenti di euforia della New Economy all'attuale situazione definita dall'autore "economia di guerra".

E' bene premettere che l'autore, economista con alcuni altri libri all'attivo, ha una posizione ideologica abbastanza manifesta e dunque, nonostante la sua analisi si basi su dati economici, il libro si presenta in alcuni punti piuttosto schierato.

In generale comunque il testo è ricco di spunti interessanti, anche se non è molto semplice da leggere in quanto il linguaggio e i concetti sono molto tecnici e gli argomenti, per lo più di natura macroeconomica, non sono certo agevoli da comprendere per tutti.

L'analisi parte dall'evoluzione dell'economia e, conseguentemente, del mondo del lavoro nel passaggio dal postfordismo alla New Economy (capitolo uno), per trattare poi il nuovo business cycle (capitolo due), il ritorno del plus valore nel nuovo modello produttivo (capitolo tre) per finire poi con l'economia di guerra (capitolo quattro).

Vale la pena di sottolineare alcuni concetti basilari del testo, il primo è quello che, secondo l'autore, è necessario rivedere le differenze tradizionali fra economia reale e l'economia monetaria della finanza e della speculazione.

Secondo Marazzi infatti nella new economy il linguaggio e la comunicazione sono presenti in modo pervasivo e determinante sia nella sfera della produzione di beni e servizi, sia nella sfera finanziaria.

Sviluppando questi concetti l'autore affronta poi i cambiamenti del mondo del lavoro, evidenziando come, tra le altre cose, il passaggio ad un modo di produzione dove l'informatica ha un ruolo centrale cambia visibilmente anche il rapporto tra tempo di lavoro e tempo libero, con il relativo valore prodotto.

La crisi della New Economy seguita allo scoppio della bolla speculativa che aveva esasperato questo modo di produzione ha causato un surplus delle scorte di beni informazionali.

L'economia di guerra secondo l'autore aiuta a superare queste difficoltà in più modi.

Il primo è che la guerra consente di assorbire una parte importante di questo surplus, perché le spese militari e per la sicurezza interna hanno dato un nuovo sbocco di mercato all'informatica per la gestione del controllo contro il terrorismo.

Il secondo è che la guerra, secondo Marazzi, è la continuazione della New Economy con altri mezzi, in quanto consente di mantenere una serie di complessi rapporti economici e politici fra la potenza statunitense e il resto del mondo "depolarizzato" dopo la fine dell'URSS.

In conclusione dunque secondo l'autore tra la fine della new economy e la nuova economia di guerra non c'è un legame banale di causa-effetto, ma un rapporto complesso caratterizzato dal passaggio da una forma di produzione di tipo industriale a una di tipo informatico, l'evoluzione della finanza, della gestione delle risorse mondiali e delle materie prime.

Capitale & linguaggio, dalla New Economy all'economia di guerra è un libro complesso e non di facilissima lettura che però, aldilà di certe parzialità ideologiche, lancia alcuni spunti interessanti per capire diversi aspetti dei maggiori cambiamenti socio-economici del nostro tempo

 

Recensione di Gianluigi Zarantonello


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