Giovedý, 22 giugno 2017      

 

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ALESSANDRO LUONGO INTERVISTA LUCA PELLEGRINI


Luca Pellegrini è docente di marketing all'Università Iulm di Milano.

 

 

Qual è la differenza fra marketing strategico e marketing operativo?

"Il primo si occupa dell'analisi della concorrenza e della domanda e si conclude con la decisione di posizionamento dell'impresa. Una volta definito questo si tratta di mettere in atto tutto ciò che è necessario per l'azienda, e inizia il marketing operativo. Da un punto di vista logico è un percorso circolare. Prima c'è una fase, poi l'altra. Nella pratica, strategia e operatività si susseguono continuamente, tutti i giorni".

Quali tendenze nota in quest'ambito?

"Uno dei fenomeni più importanti è l'unificazione del marketing per beni e servizi. Il marketing tradizionale, infatti, ha un imprinting da beni di consumo. Invece oggi il marketing lo fanno anche le imprese dei servizi (per la precisione dalla metà degli anni '80). Prima era dunque un approccio specializzato sui beni, oggi è generalizzato su beni e servizi. Inoltre, Internet e lo sviluppo dell'It (Information technology) hanno fatto nascere modalità di comunicazione diverse dal passato. E' così possibile servire la domanda in maniera più puntuale, personalizzando il prodotto/servizio e, fare del marketing relazionale a due vie. In altre parole, progettare insieme con il consumatore, il bene/servizio che a lui serve. Si va dunque verso un marketing sempre più personalizzato".

Che opinione ha del marketing alternativo, non convenzionale?

"Se penso al permission marketing, mi sembra un problema banale. Se io-azienda chiedo il consenso al cliente per progettare un bene/servizio è ovvio che devo assicurarmi il suo gradimento. Quanto al resto (street marketing e guerrila marketing) sono pillole interessanti, ma non può essere una regola. Valgono per prodotti di nicchia".

Come vede, infine, gli eventi?

"L'evento crea una relazione molto forte con la marca, perché è un modo intenso per dare visibilità ad un prodotto. L'evento è avvolgente, perché è rivolto al momento e alla situazione in cui il consumatore consuma appunto qualcosa. Pensiamo, ad esempio, all'Hard Rock Café. Il locale stesso è un evento, perché c'è un'idea che va di là dal cibo che si degusta. E così per la catena di caffetteria Starbucks. Gli eventi stanno prendendo sempre più piede da cinque anni a questa parte, e diventeranno sempre più ricercati e costosi. Il motivo? Si tratta di una teatralizzazione del momento di consumo, dunque bisogna costruire situazioni sempre più spettacolari e divertenti, altrimenti il consumatore si annoia".

A cura di Alessandro Luongo



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