Sabato, 23 settembre 2017      

 

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ALESSANDRO LUONGO INTERVISTA FABRIZIO MEZZO


Fabrizio Mezzo è il coordinatore del corso triennale in Progettazione e management d'Eventi presso Ied Comunicazione di Milano, la scuola di comunicazione del Gruppo Istituto Europeo di Design. Reparto che forma le figure professionali della pubblicità, del marketing e delle relazioni pubbliche. L'Istituto Europeo di Design (da 40 anni attivo nel campo della formazione e ricerca, design, moda, arti visive e comunicazione) si caratterizza per la partnership con aziende importanti, un centinaio delle quali collaborano con modalità diverse alla formazione degli studenti.

Quali figure professionali prepara il suo corso?

"Il profilo è quello dell'event manager, l'organizzatore d'eventi, professione alquanto complessa e articolata, che implica la capacità di progettazione; fare accounting; trattare con i fornitori di prodotti o servizi; sapere cosa serve per organizzare una convention, oppure un road show".

Da quanto tempo esiste l'event manager?

"Di fatto, da almeno 15 anni, pur chiamandosi con differenti nomi di volta in volta. Un tempo se n'occupavano direttamente i direttori comunicazione; l'organizzatore d'eventi ha tuttavia trovato spazio e dignità professionale negli ultimi otto- 10 anni. Sul mercato oggi si trovano validi professionisti in grado di capire le reali esigenze del cliente e soddisfarle. Organizzare un evento comporta, infatti, una ricerca e un'organizzazione definita nei minimi dettagli, con un team che sappia offrire determinate garanzie. Ad esempio, ci sono molte agenzie che danno un servizio di catering, ma poche sono davvero in grado di fornire soluzioni, oltre che prodotti. Le stesse hostess devono essere figure d'alto profilo, esperte del settore ed in grado di parlare più lingue straniere".

Il suo corso è molto seguito?

" Il corso di specializzazione (rivolto ad un numero di 20- 25 iscritti al massimo) affascina tanto i giovani perché assembla più ambiti della comunicazione. Quella dell'eventi manager è una professione per nulla statica. Anzi, ti mantiene vivo. Per usare una parafrasi applicata alla professione del giornalista, direi che, fare l'event manager è sempre meglio che lavorare. Fra i requisiti fondamentali, una buona cultura di base e la conoscenza delle lingue straniere".

Perché gli eventi hanno così tanto successo?

"Non sono soltanto una visione cinematografica, gli eventi permettono di farti toccare con mano il prodotto; ti stupiscono, ma al contempo di danno delle ragioni per scegliere quella cosa piuttosto che un'altra. Un evento di successo è tale, infatti, quando chi partecipa sta vivendo un'esperienza unica che non avrebbe provato con nessun'altra azienda".

Le imprese, dunque punteranno sempre più sugli eventi?

"Per quanto mi riguarda (Mezzo è anche amministratore delegato di Emotiongroup Srl , società di Milano che organizza eventi) negli ultimi tre anni l'investimento delle aziende mie clienti è cresciuto del 15- 20 per cento l'anno, con una punta del 25-30 per cento nel 2005. Non solo gli eventi esterni sono aumentati, ma anche quelli interni (convention, canvas) rivolti alla formazione e coinvolgimento aziendale (sia da parte di enti pubblici, sia da parte di enti privati). Ritengo che non ci saranno settori più privilegiati di altri, perché l'evento è trasversale a qualsiasi tipologia. Si pensi alla Barilla, abituata alla comunicazione di massa, ha creato per altre aziende una scuola di formazione per organizzare eventi in cucina".

Quali sono i trucchi del mestiere?

"Lavorare in maniera creativa, e questo crea molti spazi per le agenzie specializzate, perché le aziende si rivolgono ai professionisti del settore. I quali, devono stare attenti al budget, perché ogni spesa effettuata deve avere un ritorno adeguato. L'evento poi deve essere polisensoriale e poliesperienziale. Non basta, ad esempio, invitare a cena delle persone dopo avergli mostrato un filmato. Ci vuole ben altro per colpirle".

A cura di Alessandro Luongo



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