Luned́, 15 ottobre 2018      

 


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VINTAGE FOR YOU - COSA SIGNIFICA VINTAGE? - di Angela Eupani Serio

Etimologicamente legato al francese " vendange " che significa vendemmia, è stato fatto proprio dalla lingua inglese assumendo nel corso degli anni un'accezione più ampia e, per certi versi, più diversificata. Personalmente preferisco la pronuncia francese /væntagz/ derivandola da " l'age du vin " anche se più comunemente lo si sente pronunciare all'inglese /vint ei d g/.

Bando alla semantica, così come nella botte il vino invecchiando acquisisce connotazioni di profumo e sapore sempre più rilevanti, anche il mondo delle belle cose d'annata acquista progressivamente maggior pregio e valore con il passare del tempo. Ma leggiamo cosa scrive in proposito Gloria Spaini , organizzatrice del "Fashion Vintage Show", la fiera dedicata alla moda d'epoca più eminente al livello europeo, che si svolge ogni semestre presso il Castello di Belgioioso alle porte di Pavia:

" Vintage, una parola inglese e come spesso accade nella lingua che sta conquistando il mondo globale il suo significato varia se a pronunciarla è un personaggio della upper class o uno scaricatore dei docks londinesi.Significa vendemmia: ma anche annata, raccolto. Il passo è breve: l'annata diventa capacità di invecchiare migliorando con il tempo, quindi diventa qualità, eccellenza. Ci sono parole che amano amplificare ed estendere il loro senso. I giornalisti di moda lo intuiscono e travasano il vintage dalla bottiglia all'abbigliamento; non a tutto, è ovvio.Non sappiamo con precisione l'epoca del Vintage. Nessuno lo sa. Abbiamo preso come termine di inizio il settecento fino agli anni '80. Ma certo non è definitivo! Dunque: vintage wine e poi vintage cloth , vintage furniture . Pezzi irripetibili, fuori produzione: i mobili di Carlo Mollino e Giò Ponti, le luci sperimentali degli anni '70, i tessuti stampati, il metacrilato trasparente lucido, la gommapiuma.
Vintage è un dejà-vu che abbiamo vissuto o forse no, ma certo ci ha lasciato il desiderio di riprovarci o l'amarezza di non averlo fatto noi.
Il Vintage impone la coscienza critica, insegna soprattutto ad osservare. Il Vintage massaggia la memoria, talvolta la scuote. Diciamolo pure: emoziona.
E induce alle combinazioni, scatena il plagio originale, quindi catalizza la fantasia.
Il Vintage è un toccasana contro la globalizzazione che tutto appiattisce. E' anche vero che non tutto il Vintage è valore. Non basta frugare nell'armadio della nonna per trovare la soluzione ai propri problemi esistenziali, è necessario rischiare o aggiungere quel pizzico di personale che farà la differenza. Senza nostalgia e senza rimpianti ce le godremo e basta.
Hippie, folk, glam, punk, disco, street fashion, hip hop, grunge, new age e Vintage.
Questo è più o meno il percorso della moda prima che diventi costume. Memoria. Vissuto. Passato, vicino e lontano.
Nel supermercato della moda rapida il tempo seleziona e ripropone solo capolavori.
A volte non sono mai scomparsi, o solo per qualche anno, giusto il tempo di acquisire valore in attesa di qualcuno che li riportasse a nuova vita".
Gloria Spaini

Innanzitutto, occorre fare un po' d'ordine e cercare di non confondere il Vintage con il cosiddetto second-hand . Non basta che un capo o un che oggetto sia usato per definirlo Vintage. Il fatto che sia di seconda mano deve essere solo accidentale oppure anche un valore aggiunto quando esso ci parla della persona che lo ha utilizzato, della sua personalità, del suo modo d'essere. Un mezzo per compiacere più persone nel corso del tempo, uno strumento evocativo per leggere un coevo stile di vita, per reinterpretare un gusto, un modo d'essere anche presente e futuro. Un oggetto che ci rimanda ad altri tempi ma che ha ancora molta, molta vita davanti a sé. Anzi, il Vintage più tecnico è quello che si addentra in territori che non sono ancora stati battuti dalla moda contemporanea, per il piacere di riproporsi in epoca moderna senza essere già stato riprodotto innumerevoli volte nel corso della storia. Il Vintage più tecnico non si adagia alle nostalgia, non è solo revival bensì strumento di studio per attivare nuova creatività, per fornire spunti, scenari, idee a chi deve progettare la moda del futuro.

Ecco perché sotto la parola Vintage non possono rientrare oggetti, accessori o indumenti nuovi ispirati al passato. Quest'ultimo è un campo che, a mio avviso, dovrebbe rimanere di pertinenza degli stilisti che al Vintage ricorrono necessariamente per trarne ispirazione. Chi si occupa di ricercare e commercializzare merceologia Vintage dovrebbe rimaner rigorosamente nel proprio campo d'azione senza mischiare cose autentiche a cose nuove solo perché "assomigliano", soprattutto il Vintagista rigoroso non presenterebbe mai cose nuove "spacciandole" per vecchie o addirittura antiche.

Il vero ricercatore di cose d'epoca non ha bisogno di ampliare la gamma delle sue proposte con articoli nuovi e di sapore retrò, magari dal valore intrinseco minore e quindi dai prezzi più abbordabili e con una conseguente presa più rapida sul pubblico dei consumatori finali.

Come si suol dire: a buon intenditor .

Alla prossima puntata!

Angela Eupani Serio

Potete scrivere idee, commenti, suggerimenti o anche notizie sul tema a info@vintageworkshop.it

 

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