Venerd́, 18 agosto 2017      

 


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Non conta volere, ma volere contare

Di cosa ha bisogno l'uomo manager moderno? Di quali sogni si deve nutrire per far fronte alla complessità del presente?
Innanzitutto ha la responsabilità di far fruttare alcuni importanti doni che ha ricevuto: utilizzare la mente come uno strumento per pensare l'impensabile; percorrere rotte mai affrontate in precedenza. Ma soprattutto riscoprire il desiderio di volere. L'uomo manager contemporaneo ha bisogno di aprirsi ad un nuovo umanesimo nel quale trovino ospitalità nuove e convincenti visioni che lo aiutino, ancor prima di raggiungere obiettivi, a desiderare "il raggiungere". Perchè come ammonisce Paul Arden nel suo recente best seller: Non conta volere, ma volere contare.
Il desiderio di arrivare o di essere qualcuno (almeno nel prorio specifico campo) è l'atout migliore che ognuno di noi possiede. Senza uno scopo non si arriva mai molto lontano. Tutti noi aspiriamo al successo personale e professionale; è la quantità di successo che si desidera a fare la differenza.
Il talento aiuta ad andare lontano, ma mai quanto l'ambizione e la volontà. La maggior parte dei manager vuole scoprire il segreto del successo e della affermazione. Ma non vi è alcun segreto particolare: si procede per prove e per errori. Solo chi cade può rialzarsi! E alla fine arriva dove vuole arrivare. Ma ancor più del pensare(in modo motivato) è indispensabile il fare (in modo proattivo). La più piccola azione è meglio della più grande intenzione.
Carriera sì , ma sempre nel rispetto degli altri.
Sull'etica non si transige.
Queste concise e pragmatiche righe sono indirizzate a tutti coloro, tra i soci del Club, che fanno della relazione interpersonale lo "strumento manageriale" tipico della loro attività professionale, offrendo loro un modo nuovo di vedere e di mettere in atto le risorse interiori stupende delle quali dispongono.

In bocca al lupo a te e alla tua impresa.

Il Presidente Nazionale Danilo Arlenghi

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