Venerd́, 18 agosto 2017      

 


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L'ultimo viaggio del Grande Comunicatore

Si diceva, in modo ironico e un po' irriverente, che Dio è ovunque ed il Papa c'è già stato, a significare l'instancabile peregrinare del Pontefice in ogni dove.
Si dice oggi dopo la sua scomparsa, in modo solenne e rispettoso, che il Santo Padre ha intrapreso il suo ultimo viaggio: quello eterno, che lo porta alla casa del Padre. Prima era lui che andava nel mondo, oggi è il mondo che va da lui.
Una immensa figura morale, apostolo senza paura della libertà, della pace e della giustizia ha che segnato la Storia, una brava persona, come lo ha definito, nella sua spontanea semplicità , un montanaro che lo ha conosciuto,
Giovanni Paolo II è stato un Papa innovatore:
per primo (tra i Papi) è entrato nella sinagoga,
per primo ha messo piede in una moschea,
per primo ha tenuto un discorso nell'aula del Parlamento italiano
per primo ha toccato il muro del pianto a Gerusalemme lasciando un bigliettino,
per primo ha baciato e si è inchinato davanti al Santo Sepolcro,
per primo ha toccato temi scottanti durante i suoi discorsi
per primo ha messo d'accordo i potenti del Globo,
per primo ha nominato oltre 200 cardinali durante il suo pontificato,
per primo ha incontrato personalmente più di tre milioni di persone,
per primo ha visitato 301 parrocchie solo a Roma,
per primo, quattro giorni fa, ormai in preda all'agonia, si è affacciato su Piazza San Pietro
alzando il braccio destro per salutare la folla di fedeli, in silenzio, senza proferire verbo,
per primo ha insegnato a tutti che si può comunicare al massimo della forza espressiva anche stando zitti, perchè il silenzio è, spesso,
più eloquente delle parole.
Un grande esempio di comunicazione, che dovrebbe far riflettere, in particolar modo,
tutti noi "piccoli" comunicatori, offerto dal Grande Comunicatore,
Primo uomo in Terra Vicario di Gesù.
Buona riflessione

Il Presidente Nazionale Danilo Arlenghi

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