Venerd́, 18 agosto 2017      

 


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E' Natale tempo di regali (meglio se utili)

"Da un punto di vista commerciale, se il Natale non esistesse bisognerebbe inventarlo". Questo lucido, lungimirante e significativo pensiero di Katherine Whitehorn incarna la quintessenza della società turboconsumistica. Il Natale vissuto come apoteosi dell'acquisto, manna per produttori e commercianti. Natale il tempo dei regali per eccellenza.
Se non vi è ancora capitato, prima o poi arriva: il regalo inutile è da sempre il miglior modo di augurare Buon Natale in tutta letizia; è capace di stare in agguato come una spada di Damocle anche per anni, ma prima o poi colpisce sempre, e anche più volte. Caratteristiche del regalo inutile: E' inutile. Semplicemente inutile. Totalmente inutile. Può sembrare pleonastico, ma va detto. Ci sono regali inutili che a prima vista sembrano utili, tanto da indurre a esclamare il ricevente "Che bello, mi serviva proprio". Ma ben presto il tapino scoprirà che per quell'oggetto non esiste alcun uso anche solo vagamente razionale, nè tantomeno emozionale.
A) E' inutile per definizione. Il regalo inutile è inutile in quanto tale e non per un guasto o un malfunzionamento: è stato concepito così.
B) E' orrendo. Se anche può, per sbaglio, essere di una minima utilità, l'aspetto quantomeno pacchiano ne scoraggia comunque l'uso.
C) E' estremamente costoso. Il valore effettivo dei suoi componenti è circa un decimo del prezzo di vendita.
D) Si fa solo tra parenti e vicini di casa. Solo questi infatti sono dotati di quel briciolo di sano sadismo che spinge a regalare oggetti il cui unico scopo è portare via spazio negli armadi e nelle cantine. E ogni volta che il mittente vi verrà a trovare, voi sarete costretti ad andare a ripescare il regalo che vi ha fatto in mezzo a tonnellate di cianfrusaglie e a metterlo in bella mostra.
E) E' indistruttibile. Per quanto distratti voi cerchiate di essere, non riuscirete mai a farlo cadere. E se anche ci diveste maldestramente riuscire, il maledetto sarà ancora integro. I regali inutili rappresenteranno un bel dilemma e matria di studio per gli archeologi del futuro.
Esempi di regali inutili
Il vassoietto: E' un piccolo vassoio di ceramica decorato a mano, con disegni raffiguranti colibrì che recano viole del pensiero più grandi di loro nel becco. A causa delle ridotte dimensioni, sul vassoietto non ci sta nulla, ma al contempo è troppo grande per essere usato come portacenere o come contenitore di piccoli oggetti.
La cravatta: Una cravatta può anche essere utile; una cravatta di Natale non lo sarà mai. La cravatta di Natale è dotata di quelle decorazioni che rendono simpatici i maglioni di montagna, vale a dire nell'ordine: una riga di stambecchi, una riga di fiocchi di neve, una riga di slitte con renne, una riga di abeti, una riga di boh, e via di scempiaggine in obrobri. La cravatta di Natale potrebbe essere usata spiritosamente a Capodanno, ma purtroppo è rigorosamente viola.
La candela: E' interamente in legno o ceramica, anche la fiamma finta, dipinta a mano da valenti artigiani altoatesini (in realtà bambini cinesi che lavorano 24 ore su 24 in uno scantinato di Hong Kong). Ovviamente non può essere accesa. I modelli peggiori si mettono a suonare la "Lambada" appena li si tocca e smettono solo dopo il 6 gennaio (anche se è Agosto).
Il tagliacarte: Ha il manico di legno o argento intarsiato con gli stessi motivi della cravatta. Ovviamente non taglia alcun tipo di carta, ma in compenso lascia solchi sottili sulle mani.
Il calendarietto: Non ha i nomi dei giorni, ma solo numeri, tutti in nero e nemmeno divisi per settimana. Le fotografie rappresentano personaggi nell'atto di scambiarsi teneramente mazzi di stelle alpine o strani indivudui alla guida di carretti infiorati. Non si può appendere in alcun modo: l'ultima pagina è di cartoncino e sagomata in modo da essere piegata all'indietro per fare da supporto, ma ogni dieci minuti si ripiega e il calendario cade.
Il beauty case: E' un bauletto grosso come un televisore in bianco e nero da 14 pollici, pesante come un televisore a colori da 33 pollici e costoso come un televisore al plasma da 100 pollici. All'interno è foderato di simil-velluto rosso e piombo massiccio. Contiene quattro confezioni di mascara da un grammo l'una nei colori di moda (giallo "canarino", giallo "taxi", giallo "twingo" e giallo "classic") e un pennellino lungo due centimetri.
Le saponette: Sono tre o cinque, in scatole di plastica a forma di cuore. Hanno profumi un po' forti, tanto che, se le aprite prima di aver finito il pranzo, rischiate di mangiare un panettone che sa di meringa o di rosa. Sono intagliate in graziose forme alla frutta, tipo pesca, albicocca o banana, che non corrispondono all'odore e che ne rendono instabile l'equilibrio. Quando le si uasano per lavarsi si ha l'impressione di essere caduti nella macedonia.
Il bouquet: E' un'allegra composizione che ricorda molto da vicino le corone funebri. E' composta da fiori secchi estremamente friabili, che lasciano ovunque un plancton di scagliette rosse, viole e gialle.
Le presine: Sono ricamate a mano con motivi natalizi e isolano dal calore delle pentole con l'efficacia di un foglio di carta velina. Di solito sono coordinate con grembiuli di 10 centimetri quadrati o strofinacci che si inzuppano subito senza asciugare nulla, il tutto nella medesima fantasia.
I dischi: Si tratta delle classiche canzoni natalizie, ma in arrangiamenti nuovi e al passo con i tempi. Si possono trovare per pianoforte solo, per orchestra dixieland, big jazz band, stile gospel (a cappella o con accompagnamento di organo), flamenco, macarena o cantate da famosi tenori. Gli artisti appaiono in copertina mascherati da Babbo Natale (berretto e barba bianca), ma in smoking.
I servizi da liquore: Sono costituiti da una piccola caraffa di cristallo e da due o più bicchierini. Questi ultimi contengono una dose di liquore appena sufficiente per uno scoiattolo. Nessuno riempie mai la caraffa, dato che è molto più comodo tenere il liquore nella bottiglia originale. A ogni modo, l'imboccatura della caraffa rende l'operazione impossibile anche con l'uso di imbuti da chimico.
La penna: Regolarmente troppo grossa o troppo piccola per essere impugnata, nei casi migliori è a forma di stilografica, in quelli peggiori riproduce una reclame del Pleistocene. L'inchiostro è appena sufficiente per uno scarabocchio di prova.
I sali da bagno: Di diversi colori, tutti pastello, sono contenuti in allegre boccette di vetro. Dovrebbero essere profumati, ed effettivamente impestano qualunque cosa sui cui cadono, ma al momento di usarli davvero il loro odore svanisce miracolosamente; in compenso, lasciano strisce indelebili rosse e verdi sul marmo del bagno.
Il dosaspaghetti: Si presenta sotto le apparentemente innocue sembianze di un piccolo vassoio traforato. I buchi, di diverso diametro, dovrebbero lasciar passare solo la quantità di pasta desiderata. Grazie al genio dei progettisti, questo oggetto è l'ideale per quanti anelano a pavimentare di spaghetti la cucina.
Le cornici di argento: Sono cornici estremamente raffinate, impreziosite da decorazioni floreali barocche e art deco (una commistione di stili che rende impossibile la già difficile digestione del pranzo di Natale). E' impossibile farci stare una foto, a meno di non tagliarla secondo la sagoma di uno gnu infreddolito. Le cornici più leggere pesano più della porta blindata. Cadono spesso, ammaccandosi, disintegrando i soprammobili che le circondano e perforando il pavimento.
Le scatole di cioccolatini: Sono scatole leggerissime, di solito meno di venti grammi, ma dalle dimensioni mostruose (almeno tre metri quadri). Contengono al massimo dieci cioccolatini, incartati in una stagnola fluorescente le cui scorie rimangono nell'ambiente per secoli. Il ricevente è destinato a non poterne assaggiare nemmeno uno, dato che è costretto a offrirli agli altri (che comunque passeranno il 26 dicembre chiusi in bagno in preda ad atroci dolori).

Eppoi i più acuti sociologi affermano che i regali assolvono fondamentalmente a tre funzioni:
1) Dare ossigeno all'economia
2) Misurare il proprio ruolo sociale
3) Fornire un passatempo per i maniaci dello shopping

I regali inutili assolvono ai punti 1 e 3 , ma per quel che concerne il punto 2 se è vero che la nostra posizione sociale è misurata dalla tipogia del regalo che riceviamo e se
la considerazione che gli altri hanno per noi è espressa mediante la qualità dei regali ricevuti, sarebbe meglio per ognuno di noi essere l'uomo delle caverne e vivere solo, sempre meglio che male accomapagnato, da chi fa regali inutili. Perchè il nostro status e la loro considerazione sarebberro meno di quella riservata allo zerbino di casa.

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A
chi
ama
dormire
ma si sveglia
sempre di buon
umore. A chi saluta
ancora con un bacio. A chi
lavora molto e si diverte di più.
A chi va in fretta in auto, ma non
suona ai semafori.

A chi arriva in ritardo
ma non cerca scuse.

A chi è felice doppio quando fa a metà.

A chi si alza presto per aiutare un amico.

A chi ha l'entusiasmo
di un bambino, ma
pensieri da uomo.

A chi vede nero
solo quando è buio.
A chi non aspetta natale
per essere buono
A tutti coloro
che donano
se stessi,

buon cammino verso l'anno nuovo!!!

BUONE FESTE!!!

Il Presidente Nazionale
Danilo Arlenghi




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