Marted́, 17 ottobre 2017      

 


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VALENZA CIVILE E SOCIALE DEL MARKETING (2) - di Luigi Gianfranco Consiglio

Luigi Gianfranco Consiglio
Dottore in Economia, Abilitato all'insegnamento, dopo oltre 30 anni di ininterrotto servizio per una Multinazionale ove si occupava di Pubbliche relazioni e di Formazione insegna, da otto anni, Marketing generale e Comunicazione d'Impresa allo " Istituto Superiore di Giornalismo presso l'Università di Palermo
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gigi.cons@libero.it


Nella puntata precedente, facilmente reperibile in archivio, avevamo iniziato un discorso dedicato, sia agli "addetti ai lavori" dalla cui saggezza possiamo solo imparare, che agli altri lettori a cui non dispiace intrattenersi sugli argomenti della nostra new.

Il periodo attuale, connotato da una congiuntura negativa che si sta prolungando oltre misura e che tocca tutti i mercati la si può immaginare come una situazione bellica. Il nemico comune è la crisi: occorre saperla fronteggiare, combatterla e vincerla. E' necessario che gli operatori impegnati in questo contesto di lotta siano innanzitutto bene equipaggiati di tecnologia, la sappiano usare con familiarità, siano premuniti a distinguere le opportunità positive da quelle ulteriormente negative. Un po' come usano destreggiarsi i Lagunari della San Marco o i Parà della Folgore, vanto della storia delle nostre Forze Armate (con l'occasione, vorrei aggiungere che la sacrosanta cultura di Pace che si va sempre più diffondendo può essere utile alla costruzione di scenari di serenità utili a tessere relazioni commerciali e posti di lavoro, pertanto l'esempio sulle FF.AA è solo di comodo)

Ma intanto urge un clima di solidarietà nazionale e di fiducia verso i nuovi assetti del management (almeno quello Privato stando che il "Pubblico" è soggetto allo spoiler sistem). Che si guardino e si sostengano con quel rispetto che una volta si aveva verso i Valletta, i Menichella, i Cuccia, i Monti, ecc. Si può obiettare che uomini di quello stampo non ne esisteranno più se alla recente ribalta della notorietà e del gossip nomi eccellenti sono approdati dal management alla cronaca giudiziaria. La giusta obiezione si ricollega alla crisi dei valori di cui si è accennato nell'articolo precedente, crisi che si ripercuote nel reticolo economico creando falle di credibilità. Se persone sino ad ieri sconosciute sono diventate così potenti i casi sono due: o hanno vinto un terno al lotto o qualche santo gli ha fatto la grazia. Non sono autorizzato a pensare altrimenti. non faccio il Magistrato. Ed allorquando emerga il reato che si restituisca alla popolazione tutto ciò che gli è stato sottratto (con gli interessi). Se i managers corrotti restituissero alle loro aziende i favolosi stipendi indebitamente percepiti nel corso di tanti anni, i bilanci di tali aziende non sarebbero in rosso. Ribadisco allora che è sull'uomo che si deve agire con una lenta ma tenace opera di ricostruzione morale. Insomma agli operatori del marketing, di qualunque livello, la criticità del momento richiede una marcia in più: la "knowledge". Lo sviluppo delle abilità manageriali o "skill management" dovrebbe fornire agli operatori la cultura adeguata alle scelte che si susseguono vieppiù velocemente durante la gestione delle emergenze. Ma un pre-requisito è d'obbligo che abbiano tali operatori: l'umiltà di seguire corsi di addestramento e di qualificazione che abbiano presente la valenza sociale del marketing in un ottica di riarmo morale .

Sappiamo bene che l'umiltà non è una virtù che si addice al venditore, almeno quello che è raffigurato nell'immaginario collettivo. Si ritiene che egli abbia le fattezze dell'individuo simpatico che, una volta glissato il portinaio, perviene dentro casa e ci convinca a sottoscrivere l'ordine per una enciclopedia in lingua cirillica così da non essere impreparati quando l'unione Europea arriverà agli Urali. Ma, un piazzista, un procacciatore ecc evoluti e forniti di sana deontologia valorizzeranno innanzitutto la propria professione e tenderanno a trasformare l'approccio col cliente in una relazione duratura. Al termine del quale può anche restare una solida amicizia, una complicità foriera di ulteriori sviluppi economici gratificanti per entrambi non sottovalutando mai che l'operatore di marketing porta su di sé la responsabilità dell'immagine aziendale.

 

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