Luned́, 21 agosto 2017      

 


Home > Pensieri e Parole dei Soci

LA MODA: UN NUOVO MARKETING, UN NUOVO BRANDING. -
di Cesare Amatulli

Cesare Amatulli
Docente a contratto di Marketing della Moda
Università degli Studi di Bari
Tel. 340/4884357
cesare228@yahoo.it



La vita, noi, gli altri: mille sfaccettature del mondo. Mille realtà, mille risposte. In questa molteplicità, la moda è viva; nasce, si manifesta, avvolge tutto, è segno della storia, è segno del presente, è segno di quello che verrà: è un intero sistema di segni da apprendere e rielaborare. Per questa sua profondità e particolarità il mondo della moda ha oggi bisogno di persone "dedicate" a questo settore, capaci di agire con un approccio multidisciplinare, che tocchi il marketing, il branding, la semiotica, le risorse umane e l'etica. Dire moda è dire uomo, con il suo istinto, il suo talento e la sua creatività. È dire storia, filosofia, ricerca, associazione di valori e di significati: valori stilistici, economici, emotivi ed estetici. Avvicinarsi al mondo della moda, sia sul piano degli strumenti teorici sia in una prospettiva più operativa, implica la capacità di attuare sapienti giochi d'incastro tra cultura, arte e strategie d'impresa. La moda oggi si afferma con linguaggi nuovi rispetto al passato, un passato inconsapevole dell'importanza dell'intervento in questo campo delle scienze sociali. La moda è caratterizzata dalla comunicazione intesa come dialogo, linguaggio, ascolto, interpretazione, riflessione e osservazione insieme. La moda è con noi, per noi, in noi. Colui che si occupa di moda, di brand della moda, deve saper instaurare un rapporto "dialogico" tra mondo della marca e mondo dei clienti-consumatori, deve saper ascoltare l'altro per poter entrare in empatia con lui, tanto da immedesimarsi nella sua realtà. Comunicare nella moda significa "mettere in comune" dei valori. É creatore di moda colui che si identifica nel cinese, giapponese, croato, africano, ne comprende le attitudini, le esigenze, le differenze culturali, gli interessi ed instaura con lui un contatto aperto, leale, atto a favorire la crescita, l'innovazione, l'originalità, l'andare controcorrente necessari all' "idea moda". Il moderno manager della moda si trova di fronte a delle sfide complesse, multiculturali, multietniche, con il compito di osservare, interpretare e rendere quel mondo di segni che lo circonda valido sia economicamente che esteticamente. In tale contesto anche il consumatore diventa attore principale in quanto è posto in condizioni di interpretare i segnali ed i messaggi dell'identità di marca e di poter scegliere di acquistare quei prodotti capaci di soddisfare i suoi desideri e di arricchire le sue emozioni. La moda: mondo che porta a sognare. Il fashion brand: marca che genera e stimola il sogno, l'aspirazione. La moda è scelta, la strategia di marketing è scelta, entrambe hanno al loro centro l'individuo, la conoscenza, il sapere, la comunicazione e la valorizzazione delle proprie idee.
"L'abbigliamento non è altro che il riflesso del cuore" (Coco Chanel)
Il management della moda deve auto-generare un'evoluzione degli approcci, la moda deve essere studiata nella sua funzione espressivo-comunicativa, nel suo essere linguaggio, arte e gioco, "gioco di segni". Gli strumenti di base del marketing operativo e strategico necessitano di una particolare attenzione nel loro utilizzo nel settore dell'abbigliamento. Nella moda, oggi più che mai, il significato dei "segni" e del "brand" è diventato fondamentale e la figura del "fashion brand manager" sta in metà tra l'artista e l'uomo d'impresa. Moda come creatività e marketing come razionalità trovano la loro perfetta sinergia e simbiosi nel linguaggio del brand. Potrebbero sembrare staccati ma nella moda sono due realtà inscindibili, che si integrano, si arricchiscono, si completano e si richiamano a vicenda. É il brand che "racchiude quell'autentico capitale semiotico intangibile, che identifica e valorizza il prodotto rendendolo veramente unico tra la concorrenza".Nella moda il marketing e la competitività si basano sempre più su un know how intellettuale , ed il rapporto fra moda, cultura e marketing deve essere valorizzato proponendo "conversazioni di moda". Parlare di moda, di brand e di marketing è indispensabile, oggi, anche perché dobbiamo cercare di capire un mercato particolare: il lusso. I luxury goods sono il futuro e devono essere concepiti e creati con una sapiente strategia unita ad una grande qualità. Parlare di luxury brands significa parlare di " brand DNA ": cioè di quella sostanza fondamentale che viene rappresentata e trasferita in ogni singolo prodotto attraverso dei codici genetici . Le suggestioni più moderne, in questo ambito, ci provengono dal cosiddetto "nuovo lusso" di cui ci parlano Silverstein e Fiske. L'Italia è il Paese con un innato senso del bello e del gusto, questo è l'asset principale dal quale partire per ogni progetto di trading-up : il made in Italy è nella cultura e nella personalità italiana.
"Il bello è lo splendore del vero" (Platone)
Il savoir-faire ed il savoir-être italici sono indissolubili. Nella moda italiana è in fermento un Nuovo Rinascimento , che ha bisogno di essere recepito e comunicato; dobbiamo perciò sviluppare anche un faire-savoir . Creatività e flessibilità sono state le maggiori qualità del nostro genio rinascimentale: Leonardo Da Vinci; bisogna riprendere questo modello rinascimentale e riadattarlo al mercato globale. È così, che in quei sette "Principi Vinciani" delineati da Gelb possiamo ricercare la personalità del neo fashion manager:
- Curiosità : insaziabile interesse alla vita, al nuovo ed al miglioramento.
- Dimostrazione : mettersi sempre umilmente in gioco per verificare le conoscenze attraverso l'esperienza pratica.
- Sensazione : sviluppare i sensi innati, aguzzare l'ingegno e l'intuito, recependo gli stimoli ma riflettendo su di essi, senza cadere in una innovazione fine a se stessa.
- Sfumato : avere familiarità con l'incertezza, abbracciare il dubbio della sfida continua.
- Arte/Scienza : equilibrio tra logica ed immaginazione, logaritmo e spirito creativo.
- Corporalità : saper creare una stretta relazione causa-effetto tra elementi materiali ed elementi corporali umani. La moda si fa con il tangibile e l'intangibile, sull'uomo e con l'uomo.
- Connessione : saper collegare il tutto, ragionare e pensare in modo trasversale su una base di continua coerenza.
È importante essere coscienti del fatto che la moda ha sempre "segnato" il cammino della società; la moda, l'arte e la cultura sono un tutt'uno, sono legate, vincolate e compenetrate. Una grande passione ed una solida competenza sono i presupposti indispensabili per il successo in questo settore.

 

HOME