Mercoledý, 28 giugno 2017      

 


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Evoluzione, rivoluzione o devoluzione dei media? - di Maurizio Goetz


Ci troviamo in un periodo di transizione ed è estremamente difficile riuscire
a distinguere tra tendenze di aggiustamento (anche reversibili) e quelle di
carattere più strutturale.

Ci possiamo infatti chiedere ad esempio quanto si spingerà il processo di
frammentazione delle audience sui diversi media e sui diversi contenuti
disponibili, considerato che dal lato dell'offerta, gli operatori che
avranno un business model non sostenibile tenderanno a scomparire oppure ad
essere assorbiti, mentre dal lato della domanda, gli utenti con l'aumentare
dell'esperienza selezioneranno direttamente le fonti che producono contenuti
ritenuti rilevanti e marginalizzeranno coloro che si limitano ad amplificare
o "rimodellare" contenuti di altri senza creare valore aggiunto.

Possiamo poi domandarci quali saranno i modelli di business dei contenuti
disponibili, ovvero quali e quanti contenuti saranno disponibili
gratuitamente (free press, blog, programmi televisivi ecc) e quali quelli
premium, ma anche quali disponibili attraverso modelli misti che sicuramente
verranno introdotti nei prossimi 24 mesi.

Infine dobbiamo chiederci quali saranno i rapporti di forza contrattuale tra
produttori, aggregatori e distributori di contenuti nella grande
competizione per le audience su tutti i media.

Se ripercorriamo la storia economica del nostro Paese, possiamo osservare
che dal dopoguerra, siamo passati da un'economia agricola basata
sull'autoproduzione ad una produzione di massa che ha diffuso i prodotti di
largo consumo.

L'avvento della Grande Distribuzione Organizzata ha dato un impulso
all'industria, ne ha razionalizzato i costi di distribuzione, ha creato
nuovi mercati ma ne ha anche diminuito la forza contrattuale. Questa è una
delle ragioni per cui l'industria ha sviluppato con grande determinazione i
prodotti di marca facendo aumentare in brevissimo tempo gli investimenti
pubblicitari e permettendo la nascita e lo sviluppo della televisione
commerciale.

Il processo di concentrazione nell'industria sta premiando oggi i soggetti
più vicini ai consumatori, quelli che meglio controllano la distribuzione.

Nel panorama dei media, anche in seguito al processo progressivo di
digitalizzazione, forse stiamo assistendo al processo inverso: la prevalenza
della produzione.

La frammentazione delle audience e del mercato premierà chi saprà produrre o
aggregare contenuti di valore anche per target di limitata ampiezza in modo
economicamente sostenibile o chi si presenterà sul mercato con modelli
innovativi di business che consentiranno di alimentare l'industria dei
contenuti.
La "distribuzione" rischia la comoditizzazione (mi scuso per l'orribile
termine).

Per certi versi si tornerà al periodo degli anni quaranta e alla produzione
dei cosiddetti "branded contents" ma con modelli più complessi ed evoluti.

Credo di non avere difficoltà ad affermare che ci troviamo di fronte ad una
svolta epocale, per questo gli attuali equilibri sono fortemente instabili.


www.marketingusabile.blogspot.com
Maurizio Goetz

 

 

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